Monitoraggio dei ponti, botta e riposta Musumeci-Anas

Botta e risposta fra il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e l’Anas sul tema del monitoraggio delle infrastrutture.
 Musumeci è intervenuto stamattina con una nota stampa nella quale ha sottolineato che “le pessime condizioni della rete viaria in Sicilia non possono più attendere i tempi biblici di scelte politiche e amministrative dell’Anas o delle ex Province. Per questo motivo, già da tempo, il governo regionale ha deciso di intervenire sostituendosi agli enti che sarebbero istituzionalmente preposti a farlo”.
 Nella dichiarazione Musumeci puntualizza anche che “il monitoraggio e gli eventuali e successivi interventi sono indifferibili, soprattutto con il sopraggiungere della stagione invernale che mette a dura prova infrastrutture ormai segnate dal tempo e dall’incuria».
Ad occuparsi di questi interventi 130 tecnici individuati da Dipartimento regionale tecnico, cinque milioni i fondi stanziati.
«Le procedure – sottolinea Musumeci –  si sono concluse con l’individuazione di 130 tecnici per procedere al controllo di 540 strutture stradali tra ponti, viadotti e gallerie. Ci vorrà un po’ di tempo, ma l’importante era partire, ricordando che, comunque, che la Regione non ha alcuna competenza sulle strade dell’Isola, la cui manutenzione è in capo per 17mila chilometri alle Province e per circa tremila allo Stato».
Nel pomeriggio la replica dell’Anas che puntualizza quanto segue: «le attivita’ di monitoraggio che sarebbero in fase di avvio da parte della Regione siciliana non hanno nulla a che vedere con le infrastrutture gestite da Anas».

«Si ricorda che in Sicilia Anas – prosegue la nota – gestisce complessivamente quasi 4200 km di rete, tra strade statali e autostrade in gestione diretta (ovvero tutte le autostrade eccetto A18 ‘Messina-Catania’, A20 ‘Messina-Palermo’ e ‘Siracusa – Rosolini’). I 1600 ponti e viadotti gestiti sono costantemente controllati e monitorati, attraverso software specifici adottati in azienda che incrementano l’efficacia di Anas sulla manutenzione della rete».

Anas ricorda inoltre che «nell’isola la programmazione pluriennale (2016-2020) di Anas ha raggiunto valori economici molto elevati, essendo pari a quasi 5,9 miliardi di euro. Questi sono ripartiti tra nuove opere, per quasi 4,8 miliardi, e manutenzione programmata, per 1,1 miliardi di euro. Per quanto riguarda la manutenzione programmata sono attivi interventi pari a circa 180 milioni e in attivazione pari a 600 milioni di euro».
«Va evidenziato, infine, che l’avanzamento degli interventi di manutenzione e riqualificazione e’ condizionato dalla necessita’ di trovare un compromesso tra l’esigenza di accelerare l’attuazione mediante l’attivazione di piu’ cantieri contemporanei e l’opportunita’ di attenuare i disagi alla circolazione che gli stessi cantieri inevitabilmente creano, limitandone quindi il numero», conclude Anas.
Intanto però allo stato disastrato della Catania-Palermo e ai molti cantieri aperti per opere di manutenzione che si sarebbero dovuto compiere negli anni passati, si aggiunge l’obbligo di uscita per i mezzi pesanti (sopra  le 3,5 tonnellate) diretti a Catania  allo svincolo di Resuttano a causa degli esiti delle verifiche strutturali sul viadotto Cannatello ed in attesa del completamento dei lavori in corso.
“L’attuale stato di usura costatato a seguito di recenti indagini effettuate sulle strutture del viadotto, presumibilmente causata dalla violazione, da parte di alcuni autotrasportatori, della prescrizione imposta malgrado i controlli effettuati dagli organi di Polizia preposti – spiega l’Anas – ha reso necessaria, la scorsa settimana, l’istituzione di una nuova limitazione al transito dei mezzi riducendo il limite di massa complessiva a 3,5 tonnellate”.

“E’ stato tuttavia rilevato – ammonisce la società – nonostante la chiara presenza di segnaletica, il perdurare della violazione del divieto da parte di alcuni utenti indisciplinati, che potrebbe acuire l’evoluzione di ulteriori fenomeni di degrado.

“La ripresa dei già previsti lavori di riqualificazione, al fine di non compromettere la sicurezza dell’opera e dell’utenza nonché l’esecuzione di ulteriori indagini e al fine di scongiurare ulteriori e ancor più restrittive limitazioni, tutti i mezzi in transito sull’A19 in direzione Catania avranno obbligo di uscita allo svincolo di Resuttano, dove è stato istituito un restringimento di corsia, al fine di consentire la reimmissione in autostrada ai soli veicoli non eccedenti il peso complessivo di 3,5 tonnellate”.

I mezzi in questione rientreranno in autostrada dallo svincolo “Cinque archi” dopo avere percorso le strade statali 120 e 117. Deviazione obbligatoria che allunga i tempi di percorrenza per i mezzi pesanti e degli autobus di linea: le tratte dirette della Sais in partenza da Palermo e dirette a Siracusa, Ragusa e Catania transitano da Messina, con un ulteriore aggravio dei tempi di percorrenza.

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