Dal Mose che non serve…al Ponte che non c’è

Il Mose che non serve, il ponte che non c’è, il traghetto inutilizzabile e i voli a prezzi da sceicchi.

Non, purtroppo non è una barzelletta. E non c’è proprio un bel niente da ridere.

La nostra vuole essere solo una suggestione, forse una banale provocazione, ma alla testa non si comanda.

E così d’istinto abbiamo messo in fila, una dietro l’altra, alcune notizie rimbalzate fra in questi giorni.

Quattro immagini si fissano nella nostra mente.

Il video di un traghetto della Caronte che ha attraversato lo stretto di Messina sfidando il mare mosso e la decisione  temporanea, giunta poco dopo, di chiudere il transito da una sponda all’altra. Risultato? Fronte Stretto di Messina, Sicilia isolata anche se temporaneamente.

Nelle stesse ore Venezia è stata invasa e danneggiata dalla marea.  Nella città lagunare la situazione è drammaticamente catastrofica sotto ogni punto di vista, con danni incalcolabili.

A farci sobbalzare ulteriormente ci pensa l’intervista di Gianfranco Bettin, rilasciata a Lettera 43 sul tema, molto dibattuto e tornato d’attualità, dell’(in)utilità del Mose. “Si è cominciato a discuterne negli Anni 80, a progettarlo negli Anni 90 e a costruirlo all’inizio degli anni 2000” sottolinea l’esponente dei verdi con una premessa che è tutta un programma. “Nel frattempo – affonda Bettin – è cambiato il mondo e bisogna attrezzarsi per un’alternativa più duratura”. Certo Bettin , presidente della municipalità di Porto Marghera, non è iscritto al partito del “sì” al Mose, essendo da sostenitore delle istanze ambientale e contrapposte al Mose. Ma il dubbio resta…

Il Mose prima è stato travolto dagli scandali per tangenti condite da  indagini e arresti; nei giorni scorsi le prime prove di funzionamento andate non sono andate proprio benissimo e oggi il dubbio che quando sarà finito e se mai sarà funzionante, potrebbe essere del tutto inutile a causa dell’alzamento globale del livello dei mari…

Intanto ad oggi, la stima dei costi per la realizzazione del Mose ammonta a 6 mld di euro. Sia chiaro, Venezia va assolutamente tutelata e debitamente aiutata a superare le devastazioni subite ma, forse,  il Mose non era la scelta migliore…

Nel frattempo dalla nostre parti s’infiamma il dibattito sul caro prezzi per i collegamenti  aerei con l’isola dagli scali di  Roma e Milano, con un susseguirsi di proteste, proposte e iniziative….

Intanto, però, l’unica infrastruttura che avrebbe potuto rivestire un ruolo strategico nell’eliminare l’isolamento della Sicilia, favorendo magari anche l’arrivo della Tav, è fuori dal dibattito e dall’agenda politica.

Di Ponte sullo Stretto, nessuno parla più. Quasi fosse un tabù, quasi fosse un’opera inutile…

La vera bestemmia è non averlo realizzato, condannandoci all’isolamento.

Riflessione ancor più amara se confrontiamo i costi a carico delle casse pubbliche derivanti dalla realizzazione del Mose (6 mld interamente con fonti pubblici) e del Ponte sullo Stretto (8.5 mld, una cospicua parte può derivare da capitali privati).

Nel frattempo in Sicilia le compagnie sembrano fare cartello e si ingrassano con gli scandalosi costi dei biglietti, su tratte fondamentali quali i collegamenti con Roma e Milano.

Il Mose che non serve, il ponte che non c’è, il traghetto inutilizzabile e i voli a prezzi da sceicchi.

Non, purtroppo non è una barzelletta. E non c’è proprio un bel niente da ridere.


Foto tratta da facebook

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