Autonomia differenziata: indagine Demopolis, il 53% degli italiani è contrario

Sul tema dell’Autonomia differenziata, richiesta da alcune regioni del Nord per gestire direttamente servizi e materie come sanità ed istruzione, trattenendo parte delle entrate fiscali sul territorio irrompe l’indagine realizzata dall’Istituto Demopolis.  Nel report  diffuso da Demopolis  emerge che il 53% degli italiani, la maggioranza assoluta, si dichiara contrario all’Autonomia Differenziata, perché si finirebbe per sottrarre risorse per i servizi pubblici ad altre Regioni meno ricche. Solo il 38%, invece, è a favore con la convinzione che si consentirebbe ad Emilia Romagna, Veneto e Lombardia di organizzare a meglio i servizi. 

 

 

 

 

 

 

 

 Nell’analisi di Demopolis per il programma Otto e Mezzo, forti appaiono le differenze anche nell’opinione degli elettorati dei 3 principali partiti: per il Regionalismo differenziato è il 76% di chi vota la Lega di Salvini, mentre appare netta la contrarietà degli elettori del Movimento 5 Stelle e del PD.

 

Nette sono le distanze che emergono negli orientamenti per aree geografiche: sono propensi all’Autonomia quasi i due terzi dei cittadini che vivono al Nord. Il dato crolla, significativamente, al 24% al Centro ed al 18% al Sud e nelle Isole.  “Nell’opinione pubblica emerge il timore – spiega il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – che le sperequazioni fra le regioni italiane, in termini di servizi, sanità e prestazioni sociali possano amplificarsi ulteriormente”.

 

Nota informativa – L’indagine è stata effettuata dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, il 13 e il 14 giugno 2019 su un campione stratificato di 1.500 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.

 

Approfondimenti su Demopolis.it

 

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